Il corso in breve
Il corso di Agricultural Engineering
Il corso di laurea magistrale in Agricultural Engineering, erogato presso il Campus di Cremona, nasce per rispondere alla crescente complessità tecnologica della moderna filiera agroindustriale. Il percorso mira a formare professionisti capaci di affrontare sfide globali urgenti, come i mutamenti climatici, la scarsità di risorse idriche e la necessità di garantire la sicurezza alimentare attraverso l'innovazione tecnologica e digitale.
L’ingegnere per l’agricoltura possiede una solida preparazione multidisciplinare che integra le materie ingegneristiche (meccanica, automazione, gestione dei processi) con le scienze agrarie fondamentali. Questo mix di competenze gli permette di interagire proficuamente con gli esperti del settore e di gestire i moderni sistemi di produzione in un'ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il piano di studi è strutturato per accogliere studenti provenienti sia da ingegneria che da scienze agrarie, garantendo a tutti una base comune nel primo semestre.
Dal punto di vista operativo, questa figura professionale è in grado di:
- progettare e gestire tecnologie avanzate, come trattori autonomi, droni per il monitoraggio dei campi e robot per la zootecnia (mungitura automatica, foraggiamento e pulizia);
- ottimizzare le risorse, attraverso sistemi basati su robot terrestri e aerei per interventi mirati (lotta biologica ai parassiti) e soluzioni per il supporto alle decisioni relative all'irrigazione e all'uso di fitofarmaci;
- gestire Big Data e sensoristica, integrando reti di sensori (per clima, salute delle piante e parametri vitali degli animali) e analizzando grandi moli di dati provenienti da satelliti e stazioni meteo;
- garantire la qualità e la tracciabilità, agendo come esperto nella gestione della supply chain, della valutazione dei rischi e della pianificazione delle produzioni, con l'obiettivo di migliorare l'efficienza e la sicurezza dei processi di filiera.
In sintesi, l'ingegnere per l'agricoltura guida la rivoluzione tecnologica del settore primario, minimizzando gli impatti sul territorio e massimizzando il benessere animale e la resa produttiva.
Per l’ammissione è necessario possedere un titolo di studio di primo ciclo (Laurea Triennale).
L'accesso è aperto principalmente ai laureati nelle seguenti classi di laurea (conseguite al Politecnico di Milano o in altri atenei italiani):
- L-7: Ingegneria Civile e Ambientale.
- L-8: Ingegneria dell'Informazione.
- L-9: Ingegneria Industriale.
- L-25: Scienze e Tecnologie Agrarie e Forestali.
Se il candidato non appartiene alle classi sopra citate, deve aver acquisito almeno 180 CFU, di cui:
- almeno 20 CFU in settori scientifico-disciplinari di base: Matematica (MAT), Fisica (FIS) e Chimica (CHIM);
- almeno 20 CFU in settori ingegneristici caratterizzanti, come: Ingegneria delle acque (ICAR/02), Telecomunicazioni e Automatica (ING-INF/03, 04, 05), Ingegneria Industriale (ING-IND/10, 14, 16, 17, 22, 25, 27, 31, 35).
È un prerequisito essenziale la conoscenza della lingua inglese. Il livello deve essere certificato attraverso il raggiungimento di punteggi minimi in test riconosciuti dall'Ateneo.
L'ammissione non è automatica ma subordinata a una valutazione da parte di una Commissione di Ammissione. I criteri includono:
- aver conseguito la Laurea Triennale entro 6 anni dalla prima immatricolazione nel sistema universitario (requisito non applicabile a chi ha già una laurea di secondo livello);
- analisi dei voti conseguiti negli insegnamenti di base e caratterizzanti per verificare l'idoneità a seguire le discipline magistrali.
Qualora la Commissione rilevi una mancanza di coerenza con il progetto formativo, al candidato possono essere richieste delle integrazioni curriculari (esami aggiuntivi) da superare prima dell'immatricolazione definitiva. Non è consentita l'iscrizione con "debiti formativi" ancora pendenti.
Regolamento didattico al punto 6 informazioni sui requisiti di ammissione
Informazioni generali di Ateneo relative all’ammissione e immatricolazione sono disponibili nella pagina web
È necessario possedere un titolo di primo ciclo (Bachelor's degree) o un titolo comparabile giudicato idoneo dal Consiglio di Corso di Studio.
Se il titolo estero permette l'identificazione dei settori scientifico-disciplinari (SSD) e dei relativi crediti, si applicano i medesimi criteri previsti per i titoli italiani (ovvero la verifica dei CFU minimi in ambiti di base e ingegneristici).
Qualora l'identificazione precisa dei settori o dei crediti non sia possibile, il Consiglio di Corso di Studio procederà a una valutazione complessiva della carriera dello studente.
La conoscenza della lingua inglese è un prerequisito essenziale. Gli studenti devono presentare una certificazione che attesti il raggiungimento dei punteggi minimi nei test ufficiali riconosciuti dall'Ateneo già in fase di richiesta di ammissione.
L'ammissione è subordinata al giudizio insindacabile di una Commissione di Ammissione. La valutazione si basa sul merito accademico e sulla verifica che lo studente possieda una padronanza adeguata di metodi e contenuti scientifici generali nelle discipline di base e dell'ingegneria, propedeutiche alle materie del corso.
Il percorso formativo è strutturato per integrare competenze ingegneristiche e agrarie, mirando all'ottimizzazione delle rese produttive e del controllo della sicurezza attraverso tecnologie avanzate.
Il programma si articola come segue:
Primo semestre (Allineamento)
Per garantire una base di conoscenze comuni, gli studenti seguono percorsi differenziati in base alla loro laurea triennale.
Gli ingegneri approfondiscono la biochimica, la microbiologia e le produzioni primarie (animali e vegetali). Per loro sono previsti tre curricula specifici (AGE, AGM, AGA) che tengono conto delle loro precedenti nozioni di automatica e modellistica dei sistemi meccanici.
Gli studenti con una formazione precedente in scienze agrarie acquisiscono invece competenze tecniche fondamentali in automatica, informatica, analisi matematica avanzata e fisica applicata, indispensabili per comprendere le tecnologie ingegneristiche applicate all'agricoltura.
Secondo semestre (Area ICT e Materiali)
La formazione prosegue con l'apprendimento di tecniche di automazione e robotica, metodi di Intelligenza Artificiale e Big Data Analytics. Viene inoltre introdotto lo studio dei materiali innovativi specifici per l’agricoltura di precisione.
Secondo anno (Gestione e Sostenibilità):
È dedicato agli obiettivi formativi di area industriale, ambientale e gestionale.
Gli studenti approfondiscono: - l'utilizzo di dispositivi di controllo e macchine agricole moderne; - la gestione della supply chain e la valutazione dei rischi nelle procedure operative; - tecniche di Smart Irrigation e ingegneria ambientale per promuovere un'agricoltura sostenibile;- corsi a scelta su temi d'avanguardia come l'uso dei droni, le energie rinnovabili e l'imprenditorialità legata alle nuove tecnologie.
Il laureato in Agricultural Engineering è una figura trasversale che trova sbocchi occupazionali in diversi settori chiave:
- aziende della filiera produttiva, della distribuzione e della commercializzazione;
- realtà che progettano e realizzano impianti, macchinari agricoli e tecnologie di supporto;
- centri di ricerca pubblici e privati, studi di consulenza per l'ambiente e la sicurezza, e pubblica amministrazione.
Esempi di opportunità professionali:
- progettista di sistemi robotizzati per l'agricoltura e l'allevamento;
- esperto di reti di sensori per il monitoraggio delle colture e del benessere animale;
- gestore della tracciabilità dei prodotti tramite blockchain.
Il titolo consente di conseguire l'abilitazione per le professioni regolamentate di ingegnere civile e ambientale, dell'informazione e industriale nonché dottore agronomo e forestale.
La laurea magistrale dà accesso a Dottorati di Ricerca, corsi di specializzazione e Master universitari di secondo livello.
Segreteria: segreteria-cremona@polimi.it
Coordinatore del Corso di Studi: luca.bascetta@polimi.it
Segretario del Corso di Studi: gianni.ferretti@polimi.it