07.08.201814:32

State of the Map 2018 al Politecnico di Milano

Presenti anche gli studenti di PoliMappers, il gruppo di mappatori della nostra università


Dal 28 al 30 agosto, Milano è stata la capitale delle mappe libere. Il Politecnico di Milano ha infatti ospitato l’edizione 2018 di State of the Map, il raduno annuale della comunità internazionale di OpenStreetMap, il progetto di mappatura libera e collaborativa conosciuto anche come la “Wikipedia delle mappe”. L’iniziativa è stata organizzata insieme a OpenStreetMapFoundation e a Wikimedia Italia, filiale ufficiale della Fondazione per il nostro Paese.

All’evento hanno preso parte più di 400 partecipanti da 5 continenti, oltre a diversi invitati tramite un programma di scholarship che ha consentito la partecipazione di esponenti di comunità di paesi in via di sviluppo. Alle tante sessioni di lavoro e workshop erano inoltre presenti ricercatori, aziende, pubbliche amministrazioni, istituzioni e associazioni non governative.

OpenStreetMap crea e fornisce dati geografici liberi su base mondiale, ed è ad oggi il più grande e aggiornato database globale geospaziale. Il progetto è stato creato perché la maggior parte delle mappe esistenti hanno restrizioni legali o tecniche al loro utilizzo per scopi produttivi e creativi. I dati di OpenStreetMap sono invece accessibili gratuitamente e riutilizzabili per qualsiasi scopo, anche commerciale. Gli ambiti di utilizzo sono vastissimi: dal settore dei trasporti alla gestione delle misure di soccorso, dalla logistica al turismo, dalla mappatura dell’accessibilità fino ad arrivare al campo dell’innovazione e della ricerca scientifica.

Il Politecnico è attivo da anni in questo campo grazie ai PoliMappers, una sezione di YouthMappers tutta composta da studenti del nostro ateneo. Le loro attività sono molteplici. Hanno realizzato, ad esempio, la mappatura completa del Campus Leonardo. Hanno organizzato una camminata sulle montagne attorno al lago di Como tracciando il loro percorso col GPS, mappandolo e documentandolo fotograficamente. Hanno inoltre partecipato a diverse competizioni, come #CompletetheMap di Mapillary, Maptime Milan, oltre a diversi mapathon, anche nelle scuole.

«Mappare non è solo un fatto tecnico, anche se i nostri studenti, come PoliTecnici, ci aggiungono anche queste competenze. Mappare è studiare il mondo attorno a noi, conoscerlo e avere la consapevolezza di come tutti i fenomeni siano geograficamente connessi. Questa consapevolezza aiuta gli studenti ad acquisire una maggiore responsabilità sociale e ambientale. Il nostro motto infatti è “Noi non facciamo mappe, ma mappatori”, perché stimoliamo gli studenti a diventare protagonisti del loro presente e futuro» dice Maria Brovelli, docente di GIS dell’Ateneo e mentor dei PoliMappers.

Gli studenti più attivi in PoliMappers provengono dal Master in Ingegneria Geoinformatica, il primo in Italia in questo campo. Due di loro, Fabio Cattaneo e Michael Montani, hanno ricevuto una borsa di ricerca da YouthMappers per un progetto di mappatura umanitaria che vuole coinvolgere i cittadini della regione di Saint Louis in Senegal nel mappare i villaggi e geolocalizzare la vegetazione acquatica associata con il rischio di trasmissione di malattie.

Foto di Thomas Skowron, Francesco Giunta, Mbranco2, PoliMappers su licenza CC BY 4.0