04.10.201812:30

Quali paesi pagheranno il costo maggiore del riscaldamento globale?

Il professor Tavoni del Politecnico di Milano nel team dello studio internazionale pubblicato su Nature Climate Change


Un nuovo studio internazionale pubblicato su Nature Climate Change indica che il costo effettivo del riscaldamento globale sarà più alto per i tre principali paesi produttori di CO2 (Cina, India e Stati Uniti), e generalmente più alto e più diseguale di quanto si pensasse. A far parte del team internazionale di scienziati, anche il professor Massimo Tavoni, del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e direttore del nuovo Istituto Europeo di Economia e Ambiente (EIEE).

Per la prima volta i ricercatori hanno sviluppato una serie di dati che quantificano quale sarà il costo sociale del carbonio (SCC) - la misura del danno economico derivante dalle emissioni di biossido di carbonio - per ciascuno dei circa 200 paesi del mondo e i risultati sono sorprendenti. I primi tre paesi emittenti - India, Cina e Stati Uniti - hanno il massimo da perdere dai cambiamenti climatici. Anche i paesi del Golfo come l'Arabia Saudita hanno ottenuto punteggi molto alti.

Al fine di descrivere mediante un modello gli effetti delle emissioni di CO2 sulle temperature a livello nazionale, gli autori utilizzano un approccio innovativo, combinando i risultati di diversi esperimenti di modellizzazione del ciclo del carbonio e del clima per catturare l'ampiezza e la struttura geografica del riscaldamento in diverse curve di emissione di gas serra, con la risposta del ciclo del carbonio e del sistema climatico alle emissioni di carbonio.

Poiché il biossido di carbonio è una sostanza inquinante a livello globale, le analisi precedenti si erano concentrate sul costo sociale globale del carbonio; tuttavia, è importante per vari motivi una ripartizione paese per paese dei danni economici causati dal riscaldamento globale.

"La nostra analisi dimostra che i costi economici del cambiamento climatico saranno alti in molti paesi, compresi quelli come Stati Uniti e i Paesi del Golfo, che tradizionalmente non hanno elaborato una politica climatica", ha dichiarato il prof. Tavoni. "Inoltre, il 90% dei paesi del mondo avrà conseguenze legate al clima, il cui impatto aumenterà la disuguaglianza globale e le tensioni internazionali. Molti paesi non hanno ancora riconosciuto il rischio rappresentato dal cambiamento climatico. Questo studio mira a colmare questa lacuna".

Gli autori hanno notato che la mappatura dell’impatto a livello nazionale dei cambiamenti climatici può aiutare a comprendere meglio le determinanti della cooperazione internazionale. A questo scopo è stata sviluppata un'interfaccia visiva che consente di navigare attraverso i risultati della ricerca.

PER SAPERNE DI PIÙ:

https://www.nature.com/articles/s41558-018-0282-y Lo studio su Nature Climate Change
https://country-level-scc.github.io/explorer/ L’interfaccia per visualizzare i risultati della ricerca