01.08.201812:48

Al Politecnico il primo corso in Europa di stampa 3D per lo spazio

Le lezioni si sono concluse con una sfida sulle tecnologie additive rivolta agli studenti


Si è recentemente concluso al Politecnico di Milano il primo corso di Additive Manufacturing per applicazioni spaziali in Europa. L’insegnamento, Additive Manufacturing per applicazioni spaziali e aerospaziali, è stato offerto a studenti e studentesse di laurea magistrale e di dottorato dal dott. Tommaso Ghidini. Il dott. Ghidini è attualmente a capo della divisione Strutture, Meccanismi e Materiali dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, e da alcuni anni collabora con il Dipartimento di Meccanica e in particolare con la prof.ssa Bianca M. Colosimo sia nell'ambito della ricerca che in quello della didattica.

"L’Additive Manufacturing, conosciuto anche come stampa 3D, sta avendo un fortissimo sviluppo negli ultimi anni – ha commentato Ghidini – e il corso erogato al Politecnico è stato pensato proprio con l’obiettivo di esplorare sfide e requisiti che la tecnologia pone in ambito spazio, per attrarre una nuova generazione di ingegneri in questo settore".

Al termine del corso, gli studenti hanno partecipato ad una sfida di "design for Additive" di un componente spaziale già progettato per la stampa 3D da Airbus e da Catec (Centre for Advanced Aerospace Technologies) in Spagna, i quali hanno poi partecipato alla valutazione dei progetti degli studenti. Il componente, una staffa di supporto del paylod del lanciatore europeo Vega, è stata riprogettata con l’obiettivo di ridurre la massa per aumentare così le prestazioni considerando allo stesso tempo la stampabilità della soluzione. Il gruppo che ha vinto la competizione è stato in grado di arrivare a un risultato che riduce la massa del 25% rispetto alla soluzione ottenibile con tecnologie tradizionali. 

Studenti e studentesse hanno risposto con entusiasmo alla competizione, interpretandola come un’opportunità di sperimentare sul campo la conoscenza acquisita e rispondere a una domanda del mondo industriale. È stata affidata loro una sfida reale, che li ha impegnati a tenere conto della fattibilità, dei costi e della performance finale di un prodotto realizzato in additive manufacturing.