Sostenibilità, impatto, comunità: il nuovo Piano 2026–2028 del Politecnico di Milano
Sulle fondamenta costruite nel triennio precedente, il Politecnico di Milano prosegue il proprio impegno verso lo sviluppo sostenibile e definisce obiettivi ancora più sfidanti per gli anni a venire nel nuovo Piano di Sostenibilità 2026-2028.
Al centro del Piano vi è l’idea di un Ateneo che opera su più livelli: da un lato, la trasformazione fisica e funzionale dei campus, sempre più sostenibili, accessibili e aperti alla città; dall’altro, la costruzione di una cultura condivisa della sostenibilità, fondata sulla partecipazione attiva della comunità accademica e sull’attenzione al benessere delle persone. Rispetto alle “missioni” dell’università, da una parte si rinnova l’impegno a integrare sempre più sostenibilità e responsabilità nella didattica e nella ricerca, dall’altra si pone al centro dell’attenzione la collaborazione con la società, le imprese e le istituzioni come chiave per affrontare i nodi dello sviluppo sostenibile.
La sfida è ambiziosa e si traduce in obiettivi concreti: dalla riduzione delle emissioni di CO₂ al miglioramento della qualità degli spazi, dal rafforzamento delle competenze degli studenti sui temi dello sviluppo sostenibile alla promozione di una ricerca sempre più responsabile, aperta e orientata all’impatto. Un ruolo centrale è affidato anche alle piattaforme di innovazione sociale dell’Ateneo, pensate come strumenti di dialogo stabile con la società, le istituzioni e i territori.
In questo quadro, la sostenibilità non è soltanto un ambito di intervento, ma si conferma come chiave strategica per orientare il futuro dell’università e il suo contributo alle grandi sfide globali. Un percorso che richiede visione, capacità di coordinamento e, soprattutto, il coinvolgimento dell’intera comunità politecnica.
Ne abbiamo parlato con Alessandro Perego, Vicerettore per lo sviluppo sostenibile e impatto del Politecnico di Milano, per approfondire priorità e prospettive del nuovo Piano.
Innovazione e campus sostenibili
Il nuovo Piano di sostenibilità 2026–2028 segna una continuità ma anche un salto di scala rispetto al triennio precedente. Qual è l’elemento più innovativo di questa nuova fase?
L’elemento più innovativo è il passaggio dal principio “Leading by example” al paradigma “Leading together”. Dopo aver consolidato risultati rilevanti nel triennio precedente – dalla riduzione delle emissioni al lancio della Libreria Zero e rafforzamento degli Off Campus – il Piano 2026–2028 introduce due nuove intenzionalità strategiche: “Dai campus sostenibili all’agire sostenibile” e “Le grandi sfide dello sviluppo sostenibile al centro del dialogo tra scienza e società”.
L’innovazione riguarda sia i contenuti sia il metodo: maggiore focalizzazione strategica, coinvolgimento strutturato di studenti e giovani ricercatori, sviluppo di partnership con imprese e istituzioni e rafforzamento degli strumenti di governance e misurazione. Si tratta di un vero salto di scala, che punta a integrare sostenibilità, impatto e responsabilità come asse identitario dell’Ateneo.
La trasformazione dei campus è uno degli assi portanti del Piano: non solo edifici efficienti, ma spazi accessibili, verdi, aperti alla città. Qual è il cambiamento più visibile che studenti e personale dovrebbero percepire nei prossimi anni?
Il Piano prevede +50.000 m² di superfici pedonalizzate, verdi e drenanti, +750 posti letto, +500 posti studio e +15.000 m² destinati ad attività sportive.
Prosegue inoltre il percorso verso l’obiettivo di diventare Net Zero Carbon al 2040, con una riduzione del 50% delle emissioni pro-capite da energia rispetto al 2015. A questi interventi si affiancano azioni su mobilità sostenibile, adattamento climatico e accessibilità.
Cultura della sostenibilità e studenti al centro
Studenti e personale sperimenteranno ambienti più confortevoli, inclusivi e climaticamente resilienti, capaci di migliorare concretamente l’esperienza quotidiana di studio e lavoro.
Un elemento chiave del Piano è il passaggio “dai campus sostenibili all’agire sostenibile”. Che cosa significa, concretamente, costruire una cultura organizzativa orientata alla sostenibilità?
Costruire un “agire sostenibile” significa trasformare la sostenibilità in un comportamento diffuso e condiviso, non solo in una caratteristica infrastrutturale. Il Piano prevede indagini di clima strutturali e periodiche, il consolidamento dei cantieri della sostenibilità e politiche attive su parità, inclusione e benessere.
In coerenza con il principio “Leading together”, la cultura organizzativa sarà sempre più orientata alla partecipazione, alla trasparenza e alla responsabilità condivisa. Ciò significa favorire scelte quotidiane consapevoli – dalla mobilità al consumo delle risorse – e creare spazi di dialogo continuo con stakeholder interni ed esterni, rendendo la sostenibilità un modo naturale di pensare e agire.
Il Piano prevede il coinvolgimento attivo degli studenti: come e con quali strumenti potranno contribuire all’agire sostenibile dell’Ateneo?
Gli studenti saranno protagonisti attraverso strumenti concreti di partecipazione. Il Piano mira a coinvolgerne 5.000 in iniziative attive, consolidando i cantieri della sostenibilità e attivando uno sportello dedicato alla raccolta di idee, insieme a un’assemblea degli studenti.
Piattaforme come Off Campus e Action For Non Profit offriranno ulteriori occasioni di innovazione sociale e collaborazione con il territorio. Il coinvolgimento sarà orientato alla co-progettazione di soluzioni, alla sensibilizzazione sui temi prioritari e alla valutazione dell’impatto, rafforzando il senso di appartenenza e la responsabilità civica.
Dalla formazione alla ricerca
Il Piano rafforza l’idea che la sostenibilità non sia una materia “a parte”, ma una competenza trasversale. Che tipo di professionisti responsabili vuole formare il Politecnico?
Il Politecnico intende formare professionisti capaci di integrare competenze tecniche avanzate con una solida consapevolezza etica. La Libreria Zero sarà ampliata (30 MOOC e 500 contenuti digitali) e fruita da 30.000 utenti; saranno inoltre attivati percorsi interdisciplinari su ambiti prioritari e sviluppato un modello di valutazione delle competenze di sostenibilità.
L’obiettivo è rendere la sostenibilità una competenza trasversale, in grado di orientare progettazione, innovazione e decisioni manageriali. Si punta a formare laureati capaci di affrontare la complessità, dialogare con stakeholder diversi e contribuire a soluzioni tecnologiche e sociali inclusive e durature.
Il Piano punta a rendere la ricerca sempre più etica, aperta e interdisciplinare. Su quali azioni concrete investirà l’Ateneo per rafforzare questo modo di fare ricerca?
Il Piano investe nella formazione su etica, trasparenza e sicurezza della ricerca, coinvolgendo 1.000 tra dottorandi e ricercatori e rafforzando le politiche di Open Science. Saranno promosse Joint Research Partnership multi-attore e multi-dipartimentali e valorizzata la rete dei living lab.
L’approccio “sustainability through complexity” e “science in policy” mira a integrare competenze diverse e incidere sulle politiche pubbliche. L’obiettivo è sviluppare una ricerca capace di generare impatti misurabili, dialogare con imprese e istituzioni e contribuire in modo responsabile alle grandi transizioni ambientali e sociali.
Sfide strategiche e opportunità
Quali sono una sfida critica e una grande opportunità per la sostenibilità del Politecnico nei prossimi anni?
Tra le principali sfide vi è la necessità di operare in un contesto segnato da un crescente scetticismo verso la sostenibilità, che richiede maggiore focalizzazione strategica e capacità di coinvolgimento. Un altro elemento cruciale è garantire coerenza tra ambizione e misurabilità, attraverso dati e indicatori solidi.
Allo stesso tempo, emerge una grande opportunità: rafforzare il dialogo tra scienza e società e valorizzare piattaforme come le comunità energetiche e la residenzialità studentesca. Se guidato dal principio “Leading together”, questo percorso potrà consolidare il ruolo del Politecnico come laboratorio europeo di innovazione sostenibile e di impatto pubblico.