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Batterie al litio e transizione energetica: la storia di Pietro Bertocchi

Data di pubblicazione

Laureato in Ingegneria Energetica, oggi dottorando al Dipartimento di Energia, ha vinto Il Premio di Laurea Magistrale “Partnership Fondazione Enel – Polimi per Polimi Ambassador in Green Technologies e in Smart Infrastructures Anno 2026".

Quando gli si chiede perché ha scelto il Politecnico di Milano, Pietro Bertocchi risponde senza esitazione: "Fin da piccolo sono sempre stato attratto dalle materie scientifiche e dalla curiosità di capire come, ma soprattutto perché, qualcosa funzioni." Una naturale inclinazione verso l'ingegneria, racconta, che lo ha portato a una scelta ragionata più che istintiva: "Non sono una persona che prende spesso decisioni di pancia, soprattutto quando si tratta del futuro. A posteriori, sono convinto di aver fatto la scelta giusta."

Nato a Monza e residente a Milano, Pietro ha conseguito la laurea magistrale in Ingegneria Energetica il 3 aprile 2025, seguendo il percorso Green Power Systems, focalizzato sulle tecnologie per la produzione e l'accumulo di energia pulita da fonti tradizionali e rinnovabili. In parallelo ha ottenuto l'attestazione Polimi Ambassador in Green Technologies, percorso che gli ha permesso, tra le altre cose, di partecipare al bando.

Una tesi sulle batterie al litio, tra sperimentazione e modellazione

Il lavoro di tesi di Pietro, dal titolo "Experimental and modeling investigation of thermal properties degradation in lithium-ion battery with internal temperature measurements", è stato svolto presso il laboratorio MRT Fuel Cell & Battery del Dipartimento di Energia. La ricerca ha indagato il comportamento termico delle batterie a ioni di litio, sia in condizioni nuove sia invecchiate, attraverso metodologie sperimentali innovative basate su sensori ottici di temperatura.

Un tema che oggi Pietro continua ad approfondire come dottorando del programma STEN – Scienze e Tecnologie Energetiche e Nucleari, sempre al Dipartimento di Energia, ampliando il proprio sguardo dal funzionamento dei dispositivi alle loro diagnostiche, fino alle applicazioni ad alte prestazioni.

Perché proprio questo bando

"Mi è sembrato fin da subito fortemente allineato sia al mio percorso di studi sia al tema della mia tesi," spiega Pietro. "I dispositivi elettrochimici come le batterie diventano molto importanti in un sistema energetico a forte integrazione di tecnologie rinnovabili non programmabili. Una migliore comprensione del loro comportamento termico porta alla possibilità di efficientare l'uso di questi dispositivi e quindi a una diminuzione dei costi."

L'arrivo al primo posto della graduatoria lo riempie di orgoglio: "Vedo questo premio di laurea come il coronamento di un percorso lungo e faticoso, ma anche ricco di soddisfazioni."

Il futuro delle tecnologie verdi

Per Pietro, le tecnologie verdi stanno già trasformando in profondità la nostra vita quotidiana, a partire dal mondo dell'energia. "Penso che il modo in cui viviamo e il nostro rapporto con la tecnologia siano cambiati anche a livello sociale: oggi c'è una maggiore attenzione alle scelte che compiamo, con una crescente consapevolezza orientata verso sostenibilità ed efficienza."

E aggiunge una riflessione che riassume il senso del suo percorso: 

L'innovazione e il cambiamento non avvengono per caso, ma sono il risultato di un processo graduale, fatto di tentativi, adattamento e tanto tanto lavoro.

Un sogno per il “da grande”

Dopo il dottorato, Pietro immagina di portare le proprie competenze nell'industria del settore energetico, più che proseguire in accademia. "Non saprei dire dove mi vedo tra 5 o 10 anni, ma la mia speranza più grande è poter trovare un lavoro motivante, appassionante e che mi permetta di poter fare una differenza positiva, anche se piccola."

Sul possibile impatto sul Paese, la sua visione è netta: serve costruire ponti tra ricerca e industria. "Solo attraverso una collaborazione reale tra ricerca e industria si può creare un impatto concreto e trasformare l'innovazione in risultati tangibili, portando 'a terra' ciò che nasce dalla ricerca. Più che una separazione netta, serve contaminazione reciproca, dialogo continuo e una parziale integrazione che favorisca la nascita di soluzioni capaci di incidere davvero."

La lezione del Politecnico

Chiediamo a Pietro qual è la lezione più importante portata via dagli anni al Politecnico. La risposta è asciutta e personale: 

Non si ottiene niente senza impegno e determinazione, ma l'eccellenza può essere raggiunta solo con la propria motivazione, e quest'ultima deve arrivare necessariamente da noi stessi. Secondo me è questa frase che racchiude l'essenza del mio percorso fin qui.