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La qualità dell’ambiente urbano influenza il rischio di demenza precoce

Lo studio coordinato dal Politecnico con Università di Modena e Reggio Emilia e Università di Pavia

Gruppo di ricerca DOUBTS
Data di pubblicazione

Verde urbano, luce artificiale notturna e inquinamento atmosferico legato al traffico veicolare influiscono sul rischio di demenza precoce e sull’evoluzione dei sintomi nei pazienti già diagnosticati. È quanto emerge da DOUBTS, progetto di ricerca coordinato dal Politecnico di Milano con Università di Modena e Reggio Emilia e Università di Pavia. Lo studio utilizza dati ambientali ad alta risoluzione, inclusi dataset satellitari, e modelli statistici avanzati, applicati soprattutto alla provincia di Modena.

I risultati mostrano che l’esposizione al benzene, indicatore dell’inquinamento da traffico, è associata a un aumento del rischio di demenza precoce, in particolare per il sottotipo Alzheimer. Allo stesso tempo, la presenza di spazi verdi urbani di qualità emerge come fattore protettivo, favorendo attività fisica e riduzione dello stress. Un risultato controintuitivo mostra invece che livelli molto elevati di verde urbano sono associati a un aumento del rischio di apatia nei pazienti già diagnosticati, fenomeno che può favorire isolamento sociale, tipico dei contesti poco urbanizzati.

Anche la luce artificiale notturna ha effetti complessi: se da un lato può essere associata a una maggiore vita sociale e quindi a una minore probabilità di insorgenza della malattia, dall’altro può aggravare sintomi neuropsichiatrici nei pazienti già affetti da demenza.

Nel complesso, i risultati di DOUBTS indicano che la creazione di ambienti dementia-friendly richiede un approccio integrato. Il verde urbano deve essere progettato per evitare l’isolamento sociale, e l’inquinamento atmosferico e luminoso deve essere ridotto attraverso politiche di pianificazione urbana

Andrea Rebecchi, Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito

Il team di ricerca è coordinato da Andrea Rebecchi e coinvolge Stefano Capolongo e Silvia Mangili (Politecnico di Milano), Tommaso Filippini e Marco Vinceti (Università di Modena e Reggio Emilia) e Anna Odone e Paola Bertuccio (Università di Pavia).

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