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Posidonia: scoperto un adattamento evolutivo che migliora la fotosintesi

Uno studio su Nature Communications apre nuove prospettive per l'agricoltura del futuro

Data di pubblicazione

Come riesce Posidonia oceanica a prosperare fino a 50 metri di profondità, dove la luce è estremamente limitata? Uno studio pubblicato su Nature Communications ha identificato il meccanismo evolutivo che consente a questa pianta marina di sfruttare con elevata efficienza la luce disponibile sui fondali.

La ricerca ha dimostrato che, nel corso dell'evoluzione, Posidonia oceanica ha modificato la struttura del proprio fotosistema I, sviluppando un sistema di cattura della luce più esteso rispetto a quello delle piante terrestri e accelerando il trasferimento dell'energia verso il centro di reazione della fotosintesi. Questo adattamento permette alla pianta di mantenere un'elevata efficienza fotosintetica anche in ambienti caratterizzati da una disponibilità di luce molto ridotta.

Lo studio è il risultato della collaborazione tra Politecnico di Milano, Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, Università di Verona e Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) nell'ambito dell'European Research Council (ERC) Advanced Grant "GrInSun". I ricercatori del Politecnico di Milano Mattia Russo, Margherita Maiuri e Giulio Cerullo hanno utilizzato la Spettroscopia Bidimensionale Elettronica (2DES) per osservare il trasferimento dell'energia all'interno del fotosistema su una scala temporale di pochi femtosecondi, fornendo un contributo determinante alla comprensione dei meccanismi che rendono la fotosintesi della Posidonia oceanica così efficiente.

I risultati offrono nuove prospettive non solo per comprendere l'evoluzione delle piante marine, ma anche per sviluppare colture capaci di utilizzare la luce in modo più efficiente, con potenziali benefici per la produttività agricola e un uso più sostenibile delle risorse.

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Pubblicazione scientifica