31.01.201916:19

Parte il progetto H2020 “Stardust Reloaded”

Allo studio metodi innovativi per individuare e deviare gli asteroidi in rotta di collisione con la Terra


Lo Spazio è sempre più affollato – tra satelliti, asteroidi, comete – e il rischio di collisioni con il nostro pianeta va quindi affrontato in tempo per evitare situazioni potenzialmente catastrofiche.

Per questo è stato lanciato il progetto quadriennale Stardust Reloaded (Stardust-R), che si propone di trovare soluzioni preventive al problema, utilizzando 4 milioni di euro finanziati dal programma Horizon2020 - Marie Sklodowska-Curie Actions Initial Training Networks (ITN).

Il progetto analizzerà metodi innovativi per l’individuazione e l’eventuale deviazione di asteroidi in rotta di collisione con la Terra, consentendo al contempo di migliorare le conoscenze su forma, peso, composizione e dinamica di questi corpi celesti. Stardust-R indagherà anche sull’utilizzo delle risorse minerali di cui sono ricchi gli asteroidi, che, una volta individuati e raggiunti, possono essere utilizzati come miniere di metalli rari, grazie a tecniche di asteroid mining.

La parte di progetto a cura del Politecnico di Milano, coordinata dal prof. Francesco Topputo del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali, studierà in particolare l’applicazione di tecniche di navigazione autonoma e controllo orbitale dei CubeSats, i nanosatelliti utilizzati per missioni verso asteroidi o comete, allo scopo di studiarne forma e caratteristiche o prelevare campioni da riportare sulla Terra. L’obiettivo è contenere la proliferazione di sonde interplanetarie verso questi corpi celesti, sviluppando algoritmi in grado di guidare i satelliti in maniera autonoma, ed ottenere così un considerevole risparmio di tempo e risorse economiche.

Coordinato dalla University of Stratchclyde in Scozia, Stardust – R, oltre al Politecnico di Milano, comprende 20 partner tra cui l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e le agenzie nazionali di Francia (CNES) e Germania (DLR). Nel suo complesso il progetto permetterà di finanziare 15 borse di dottorato per altrettanti giovani ricercatori. Uno di loro sarà reclutato al Dipartimento sotto la supervisione del prof. Topputo.