Il Politecnico vola in alto grazie al team Hybris

5 studenti di Ingegneria Aeronautica si sono aggiudicati il concorso indetto dalla Royal Aeronautical Society 

7 novembre 2016

Progettare un aereo innovativo ad ala fissa per aviazione generale con un peso massimo al decollo di 2000 kg. Questo è quello che veniva richiesto ai partecipanti alla prima edizione del concorso internazionale “1st Annual General Aviation Design Competition: E-Conditions Fixed-Wing Aircraft Design Challenge” bandito dalla Royal Aeronautical Society (RAeS) britannica, la più antica società aeronautica al mondo. E questa è stata la sfida raccolta con entusiasmo dal team Hybris, formato da cinque studenti della Laurea Magistrale in Ingegneria Aeronautica: Alberto Favier, Andrea Bernasconi, Fabio Biondani, Luca Capoferri e Carmen Velarde; assistiti dal Prof. Lorenzo Trainelli e dagli Ingegneri Carlo Riboldi e Federico Gualdoni.

Il 1° luglio (termine ultimo entro cui poter partecipare alla competizione), dopo nove mesi di rigoroso e infaticabile lavoro e una notte insonne per definire gli ultimi dettagli, abbiamo inviato il nostro progetto  e dopo tre mesi abbiamo saputo di esserci classificati al primo posto. E’ stata un’emozione indescrivibile. Un risultato davvero straordinario e lusinghiero trattandosi di una competizione internazionale aperta non solo a studenti ma a chiunque volesse parteciparvi

-ci racconta Alberto, team leader-

e pensare che abbiamo scelto di chiamare il nostro team  "Hybris", termine greco che indica chi ha ambizioni troppo elevate, proprio perché ci sembrava di peccare di superbia a partecipare al concorso presentando l’applicazione di una tecnologia così innovativa

Hanno lavorato intensamente e ce l'hanno fatta: tutto è stato studiato nei minimi dettagli.

E' Andrea a raccontarci come è iniziata la loro avventura:

"All'inizio del corso di Progetto di Velivoli il Professor Trainelli ci ha offerto l’opportunità di scegliere una competizione alla quale partecipare. Io, Alberto, Carmen, Fabio e Luca abbiamo pensato al bando indetto dalla più prestigiosa società aeronautica al mondo e tra noi è nata subito un’ottima intesa. Siamo partiti con un sondaggio online per identificare le maggiori criticità del mercato di aviazione generale (emissioni acustiche, inquinamento, costi di manutenzione, ecc.) e al contempo stabilire quali fossero le prestazioni richieste ad un nuovo aereo e le possibili innovazioni. Abbiamo imparato ad allinearci sui tempi e i modi di operare e, dopo un breve periodo, avevamo già redatto un Business Plan e un progetto concettuale" continua Andrea  

E’ nato così il nostro velivolo quadriposto a propulsione ibrida - con due motori: diesel ed elettrico- che fa ampio uso di batterie strutturali. Quest’ultime rappresentano l’elemento veramente innovativo del nostro progetto in quanto, oltre alla capacità di accumulare energia, sostengono carichi meccanici. I vantaggi sono considerevoli: una drastica riduzione delle emissioni chimiche e acustiche oltre che dei costi operativi, pur mantenendo prestazioni paragonabili a quelle dei competitors.

Fabio e Luca precisano: 

Abbiamo descritto il velivolo dimostrando come la nuova tecnologia installata fosse effettivamente vincente e meritevole di essere testata; stimandone i costi operativi, di produzione e il prezzo di vendita. L’innovazione apportata al nostro velivolo è stata resa possibile grazie alle “E Conditions”, regole di recente adozione nel Regno Unito, concepite per promuovere lo sviluppo di nuovi velivoli e sistemi per l'aviazione leggera. Queste regole permettono di far volare un velivolo in fase sperimentale, testandone la nuova tecnologia.

Il progetto elaborato dal team Hybris ha letteralmente sbaragliato la concorrenza, tanto da convincere la giuria del concorso a non assegnare il secondo e il terzo posto. 

Siamo molto orgogliosi del risultato raggiunto, abbiamo messo in pratica le preziose conoscenze acquisite durante il nostro percorso di studi al Politecnico e ne abbiamo apprese di nuove che speriamo aprano prospettive professionali concrete

affermano i ragazzi entusiasti.

Al team sarà consegnato un premio in denaro e a ciascuno sarà offerto un volo simulato in un simulatore industriale di ricerca e un volo acrobatico.

"Siamo stati anche contattati da un Professore di Ingegneria Biomedica che ci ha proposto un elettrocardiogramma dinamico durante il volo acrobatico per valutare lo sviluppo di aritmie cardiache durante le variazioni brusche di gravità" conclude Alberto.

 il cuore di Alberto, Andrea, Carmen, Fabio e Luca batterà ancora più forte quando voleranno a Londra il prossimo 14 novembre: sono stati infatti invitati dalla Royal Aeronautical Society alla conferenza “Advanced Design of Light Aircraft” per la premiazione ufficiale e la presentazione del loro progetto.