07.06.202115:00

Un nuovo indice epidemiologico per la trasmissione di SARS-CoV-2

Studio del Politecnico pubblicato su Nature Communications


Dall'inizio della pandemia di COVID-19, il concetto di numero di riproduzione (R) è diventato ampiamente diffuso ed è stato utilizzato come parametro per valutare l’andamento dell’epidemia.

Un fatto meno noto sui numeri di riproduzione è che si riferiscono all'evoluzione temporale a lungo termine di un'epidemia, il che significa che il loro valore determina se un dato agente patogeno alla fine si stabilirà come endemico nella comunità (R > 1) o scomparirà da essa (R < 1), senza in generale fornire indicazioni sulle dinamiche di trasmissione della malattia nel breve periodo.

Questa osservazione ha rappresentato il punto di partenza dello studio “The epidemicity index of recurrent SARS-CoV-2 infections”, appena pubblicato su Nature Communications e realizzato dai ricercatori del Politecnico di Milano Lorenzo Mari, Renato Casagrandi, Stefano Miccoli e Marino Gatto, in collaborazione con colleghi dell'Università Ca’ Foscari di Venezia, dell'Università di Padova e dell'École Polytechnique Fédérale de Lausanne.

L’articolo propone una nuova metrica, l'indice di epidemicità (e), che integra la definizione standard di numero di riproduzione identificando le condizioni (e > 0) per le quali possono verificarsi ondate epidemiche transitorie anche se R < 1.

Applicando il nuovo modello ai primi mesi della pandemia in Italia, i ricercatori hanno dimostrato che il numero di riproduzione è rimasto al di sotto di uno per almeno quattro mesi (aprile-luglio 2020), mentre allo stesso tempo l’indice di epidemicità è rimasto positivo, consentendo la ricorrenza di focolai di infezione ben prima dell’autunno quando si è osservata la ripresa dell'epidemia.

Per saperne di più

Mari, L., Casagrandi, R., Bertuzzo, E. et al.
The epidemicity index of recurrent SARS-CoV-2 infections.
Nat Commun 12, 2752 (2021).

Lo studio online