14.09.202112:30

Il progetto Roadfix di 3 studenti polimi vince il James Dyson Award

Uno strumento rivoluzionario che mentre ripara le strade offre una piattaforma pubblicitaria per gli sponsor


Un team di tre studenti polimi ha vinto l'edizione italiana del James Dyson Award, premio internazionale di design che celebra, incoraggia e ispira la nuova generazione di ingegneri progettisti. Si sono distinti come i migliori giovani inventori tra oltre 2.000 partecipanti che hanno presentato invenzioni rivoluzionarie da 28 paesi e regioni. Aperto a studenti e neolaureati in design e ingegneria, il premio è una grande opportunità di farsi un nome a livello internazionale.

La squadra è formata da studenti magistrali di Intregrated Product Design: Luca Grosso e Alessio Puleo sono laureati, mentre Silvana Migliozzi è laureanda.

Il progetto vincitore si chiama Roadfix: strumento che rivoluziona il modo in cui i danni delle strade vengono riparati, creando una nuova opportunità estetica e commerciale orientata al valore sociale.

Il macchinario ripara piccoli difetti sul manto stradale offrendo anche spazi pubblicitari per le aziende, che possono imprimere il proprio logo sulla buca e sponsorizzare la riparazione, fornendo al tempo stesso benefici alla comunità e guadagnando valore economico e di immagine.

Gli incidenti dovuti a una scarsa manutenzione stradale sono la prima voce di costo per i comuni. Le buche sono tra le principali cause di incidenti, soprattutto per la micromobilità.

L'idea di Roadfix è nata da questi dati, con l'obiettivo di migliorare la sicurezza stradale, semplificare il lavoro degli operatori, aprire nuove frontiere del marketing. Un'ispirazione che viene dall'arte giapponese del Kintsugi, ovvero riparare oggetti rotti con l'oro per valorizzare le crepe e dare loro una nuova vita. Il concetto è quello di migliorare i difetti stradali per renderli risorse per la città.

Come funziona Roadfix?

All'interno del contenitore, acqua e polvere di cemento vengono miscelate attraverso una frusta azionata dal motore elettrico all'interno della ruota posteriore. Una volta che la miscela è pronta, l'operatore ruota la scatola in avanti utilizzando il pulsante dedicato sulla maniglia, mentre apre il coperchio con l'altro pulsante per rilasciare il flusso di malta verso il difetto. Spingendo Roadfix in avanti la ruota posteriore compatterà la malta e imprimerà la texture sul terreno. Attraverso il battistrada personalizzabile, le aziende saranno in grado di posizionare il proprio logo sulla gomma in modo da poter imprimere una un marchio sulla toppa. Inoltre, potranno inserire grafiche sulle parti laterali del macchinario per avere visibilità anche durante la riparazione del manto stradale. Con questa nuova opportunità sarà possibile trovare aziende disposte a fare pubblicità aiutando le nostre città.

Cosa rende Roadfix diverso dai prodotti presenti oggi sul mercato?

Ad oggi le buche vengono riparate utilizzando del bitume a freddo o a caldo servendosi di un badile per riempire e spianare. Questi metodi permettono delle riparazioni di fortuna che hanno una durata molto limitata nel tempo e conferiscono un risultato estetico poco gradevole. Roadfix non solo permette di effettuare delle riparazioni più precise e sicure, ma offre un nuovo servizio: permettere alle aziende di pubblicizzare il proprio marchio attraverso le riparazioni stradali imprimendo sul cemento il proprio logo. In questo modo, le pubblicità porteranno un duplice valore: per l’azienda stessa, ma soprattutto per le città.

Il concept progettuale iniziale è nato durante il Laboratorio di Concept Design del prof. Massimo Bianchini al Politecnico. Dopo una prima fase di ricerca e sviluppo di idee, è stato sviluppato con un modello di studio e testato per comprenderne l'ergonomia, le proporzioni e l’esperienza d’uso.

Il passo successivo è quello di creare un nuovo prototipo dotato di componenti elettrici per una nuova fase di test su strada, e fare in modo che alcuni operatori lo provino per comprendere in modo più dettagliato le problematiche legate all'ergonomia e alla user experience. Inoltre, sono state individuate aziende che operano in settori analoghi per proporre delle collaborazioni al progetto.

Per saperne di più

La pagina del progetto sul sito del James Dyson Award