15.03.2018  12:00

Un Alumnus tra i 30 under 30 to watch secondo Forbes

Tra i “30 under 30” che rivoluzioneranno l’industria e la tecnologia europee, selezionati dalla prestigiosa rivista Forbes nel 2018, spicca il nome di Lorenzo Ferrario, Alumnus Ing. Spaziale 2014

A soli 29 anni, Lorenzo è uno dei più promettenti innovatori europei. Di lavoro fa il Chief Technical Officer in D-Orbit, startup pluripremiata (Space Exploration Masters, lanciato dall’ESA, Horizon2020 solo per citarne un paio) e pioniera del movimento new space, fondata in Italia da un altro Alumnus: Luca Rossettini, ingegnere Aerospaziale 2004. Ne abbiamo parlato qui lo scorso giugno in occasione del lancio del D-Sat, primo satellite al mondo con la capacità di rimuoversi dall’orbita in maniera controllata. 

Proprio in questi giorni, il mondo scruta il cielo con apprensione per la minaccia del modulo fuori controllo della stazione spaziale cinese Tiangong-1, che sarà in caduta libera verso la Terra nel giro di qualche giorno. E non è il solo: oggi orbitano intorno alla terra oltre 6 mila satelliti artificiali, dei quali il 78% non è più in funzione. Abbandonati a loro stessi, minacciano di scontrarsi con le altre missioni spaziali e di caderci sulla testa. D-Orbit risolve il problema con il Decommissioning Device, un sistema propulsivo intelligente in grado di rimuovere il satellite dall’orbita alla fine della missione o in caso di malfunzionamento. “Il nostro obiettivo è quello di installare un sistema di questo tipo in ogni nuovo satellite entro il 2025” ha dichiarato Rossettini, che vuole accelerare l’adozione di questa nuova tecnologia da parte dei grandi players di settore. Lorenzo Ferrario è una figura chiave nella strada verso questo obiettivo, determinante per la sicurezza del pianeta e per il futuro dell’industria spaziale.

Lorenzo è stato il primo collaboratore di D-Orbit, nel 2011, quando la startup aveva pochi mesi di vita e Lorenzo stava iniziando il primo anno di magistrale in Space Engineering al Politecnico. 

Il Poli mi ha formato come ingegnere, che è più di una professione, è una forma mentis

ci racconta, “e mi ha insegnato il valore del lavorare duro (un sacco) per un obiettivo che davvero vuoi. Mi ha insegnato a mettermi sempre in dubbio e ad essere curioso. I miei compagni di corso mi hanno insegnato il lavoro di squadra”.

Un Alumnus Polimi tra i 30 under 30 to watch secondo Forbes
Un Alumnus Polimi tra i 30 under 30 to watch secondo Forbes
Un Alumnus Polimi tra i 30 under 30 to watch secondo Forbes
Un Alumnus Polimi tra i 30 under 30 to watch secondo Forbes

Oggi, come CTO, coordina la squadra tecnica di progettazione e produzione. È impegnato anche come capoprogetto InOrbit NOW, con l’obiettivo di pianificare l'attività tecnica e risolvere in tempo (quasi) reale i problemi inaspettati che emergono, inevitabilmente, in un progetto così innovativo. 

È un lavoro ricco di sfide e di emozioni. “Uno dei momenti più emozionanti è stato a giugno 2017, quando abbiamo lanciato D-Sat, il nostro primo satellite: poco dopo il lancio, il satellite è passato la prima volta sopra la nostra antenna e siamo riusciti a contattarlo. Non me lo aspettavo ma... ho pianto. Dopo 3 anni di lavoro, arriva quel singolo momento in cui senti il tuo satellite, che funziona e che ti "parla" dallo spazio, beh... è come una gara: ti alleni per anni e poi si risolve tutto in un singolo momento. È un momento <all-in>”.

“Sono arrivato in D-Orbit grazie ad una internship in UK durante la triennale, ottenuta grazie ad un progetto extracurricolare: ESMO, European Student Moon Orbiter. È così che sono entrato in contatto con Luca Rossettini”. Per questo, il suo consiglio ai giovani politecnici è quello di non aspettare che le occasioni arrivino, ma di cercarle attivamente. “Oggi ci sono molte associazioni o attività extra in cui il Poli ed i suoi studenti sono coinvolti – Lorenzo cita, tra le molte, Skyward: ne abbiamo parlato nel MAP #2 – che danno un valore aggiunto allo studente, soprattutto nel momento in cui l'università finisce e si entra nel grande e <spaventoso> mercato del lavoro”.

“Da grande”, Lorenzo vuole fare l’astronauta, ci confessa scherzando solo a metà. Nel frattempo si concentra su InOrbitNOW, che l’anno prossimo collaborerà al lanciatore europeo Vega con il primo transporter: una sorta di servizio taxi per satelliti dalla Terra allo spazio. Un altro podio per l’Italia e per il Politecnico. 

Ai giovani politecnici consiglio di non aspettare che le occasioni arrivino, ma di cercarle attivamente

Carta d'identità

  • Lorenzo Ferrario
  • Alumnus Ing. Spaziale 2014
  • Executive PhD Candidate in Aerospace Engineering, XXX Cycle
  • Chief Technical Officer at D-Orbit