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Il Politecnico di Milano contro i deepfake

Due progetti europei per rilevare falsi audio e video sempre più sofisticati

Data di pubblicazione

Il Politecnico di Milano rafforza il proprio impegno nella lotta alla disinformazione digitale con la conclusione di due progetti europei dedicati al rilevamento dei deepfake: FF4ALL e FUN-Media.

Le attività sono state condotte dall’Image and Sound Processing Lab (ISPL) del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria, coordinato dai professori Stefano Tubaro e Paolo Bestagini, con il contributo dei ricercatori Sara Mandelli e Luca Comanducci. I progetti rappresentano un passo significativo verso lo sviluppo di tecnologie affidabili per la verifica dei contenuti digitali e la protezione degli utenti.

Il progetto FF4ALL si è concentrato sull’analisi delle tecniche di generazione e diffusione di immagini e video sintetici. Il laboratorio ha sviluppato nuovi strumenti per il rilevamento di volti artificiali, combinando informazioni tridimensionali e caratteristiche strutturali, migliorando la capacità dei modelli di individuare contenuti falsi anche in presenza di compressione o modifiche successive. Tra i risultati, la creazione del dataset WILD, che raccoglie immagini generate da modelli di ultima generazione, utile per identificare le tecnologie utilizzate.

Il progetto FUN-Media ha invece affrontato il tema dei deepfake vocali, una minaccia emergente ancora poco conosciuta. I ricercatori hanno sviluppato nuove architetture basate su modelli “Mixture of Experts”, capaci di combinare più sistemi specializzati per migliorare l’efficacia del rilevamento. Sono stati inoltre studiati approcci basati sul riconoscimento di anomalie nei segnali vocali e tecniche per identificare la tecnologia generativa responsabile della creazione dei contenuti.

In un contesto in cui l’intelligenza artificiale generativa rende sempre più realistici e difficili da riconoscere i contenuti falsi, i risultati di FF4ALL e FUN-Media contribuiscono allo sviluppo di strumenti fondamentali per contrastare disinformazione, manipolazione e rischi legati al social engineering.

Accanto alla rilevazione, il progetto ha affrontato anche il problema dell’attribuzione, ovvero l’identificazione della tecnologia generativa responsabile della creazione di un contenuto audio

Paolo Bestagini, docente del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria

Per approfondimenti

Scheda progetto