04.11.201915:18

Luigi Dadda al Famedio

Il grande informatico e rettore del Politecnico di Milano tra i nuovi benemeriti della città di Milano


Come ogni anno, il 2 novembre ha avuto luogo al Cimitero Monumentale di Milano la cerimonia per lo scoprimento delle lapidi del Famedio per i nuovi benemeriti della città, alla presenza del sindaco Giuseppe Sala.

Per rendere omaggio a chi ha fatto risplendere i valori ambrosiani in patria e nel mondo. Non eroi, ma donne e uomini che hanno vissuto la grande avventura della vita con generosità e coraggio.

Tra gli illustri nomi di quest’anno, il professor Luigi Dadda, eminente figura del Politecnico di Milano e dell’informatica italiana.

Laureatosi in Ingegneria Elettronica nel 1947, con una tesi sulla trasmissione dei segnali, nel 1953 ottiene una borsa della National Science Foundation per svolgere ricerche presso il CalTech di Los Angeles.

È stato tra i primi accademici italiani a riconoscere le possibilità offerte dall’informatica: è infatti grazie a lui e ad altri studiosi "illuminati" se nel 1954 il Politecnico di Milano poté disporre di un calcolatore elettronico digitale, il primo nel Paese, acquistato con i fondi del Piano Marshall.

La storia di questo calcolatore ha risvolti avventurosi. L’allora Rettore Gino Cassinis offre a Dadda l'opportunità di andare a San Diego in California per collaborare con la Computer Research Corporation alla realizzazione della macchina, un CRC 102A.

Una volta ultimato, il calcolatore viene caricato su una vecchia nave, in una stiva piena di balle di cotone, per proteggere le sensibili valvole termoioniche dalle vibrazioni. Superato lo scoglio del viaggio, è la volta della dogana, che imponeva una tassa radio su ognuna delle migliaia di valvole del calcolatore e persino l’apposizione di una fascetta fiscale su ognuna di esse, incombenza che si riuscì a evitare.

Finalmente la macchina viene installata nel settembre 1954 nella nostra università, facendone il primo elaboratore funzionante in Italia e nell'Europa continentale. Negli anni successivi Dadda si dedica alle attività sviluppatesi intorno al calcolatore, sia sul piano della sua conduzione tecnica, sia sul piano della sua utilizzazione per applicazioni scientifiche e industriali, sia per quanto riguarda l'addestramento di docenti e studenti al suo utilizzo. Organizza e tiene i primi corsi universitari sull'elaboratore e sul suo utilizzo e si occupa del suo potenziamento.

Dal 1960 diventa professore ordinario di Elettrotecnica. È stato poi direttore del Centro di calcolo e del Laboratorio di calcolatori elettronici del Dipartimento di Elettronica del Politecnico di Milano, coordinando ricerche sui sistemi di calcolo, sull'architettura dei microelaboratori, sui linguaggi di programmazione, sulle banche dati e sulle reti di calcolatori.

Nel 1961 ha co-fondato l’Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico, di cui è stato presidente dal 1968 al 1970. 

Nel 1972 diventa rettore del Politecnico di Milano, guidando l’ateneo per 12 anni, fino al 1984.

Dal 1980 al 1982 ha presieduto la Commissione per la Scienza e la Tecnologia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. È stato inoltre presidente dell’Advanced Learning and Research Institute di Lugano.

È scomparso nel 2012, all'età di 89 anni. Nel 2016 gli è stato conferito, postumo, il prestigioso "Mileston Award" dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers, l’Associazione professionale mondiale degli Ingegneri elettronici. Gli unici italiani a riceverlo prima di lui furono Alessandro Volta, Guglielmo Marconi ed Enrico Fermi. 

Come ha ricordato il del Presidente del Consiglio comunale di Milano, Lamberto Bertolé:

Luigi Dadda ha dato lustro alla Milano della scienza e del progresso tecnologico in tutto il mondo, interpretando con slancio, generosità e passione i più alti valori ambrosiani di fiducia nella ricerca e nel progresso umano e di apertura al mondo.