12.04.202112:54

I PoliMappers a Bogotà per la mappatura umanitaria

IMM DesignLab sperimenta un modello di voluntary mapping replicabile in altri contesti territoriali


Il 26 marzo si è tenuta un’originale esperienza di mapathon, evento di mappatura collaborativa e umanitaria, con l’obiettivo di censire gli insediamenti informali nel territorio di Bogotà, in Colombia.

Il contesto è stato quello del progetto di tesi magistrale di Maria Alejandra Rojas Bolanos e Silvia Raviscioni, due studentesse di Ingegneria Edile - Architettura al Politecnico di Milano, che stanno svolgendo il loro lavoro di ricerca all’IMM DesignLab, diretto dal professor Massimo Tadi.

Un’indagine sulla riqualificazione delle baraccopoli che ha un obiettivo ambizioso: proporre una possibile soluzione ad uno dei fenomeni mondiali che interessano molte città del mondo, ovvero la proliferazione di insediamenti abitativi illegali a causa delle rapide urbanizzazioni.

Ma la mappatura dei territori a scopo di studio è spesso troppo onerosa, dal punto di vista del rapporto tra tempo, risorse impiegate e risultati.

L’idea è stata quella di far nascere una collaborazione con i PoliMappers, un gruppo di studenti volontari del Politecnico parte del network internazionale di YouthMappers in qualità di primo local chapter europeo, che si pone l’obiettivo di formare una nuova generazione di mappatori promuovendo nelle loro attività la cultura del software libero e aperto. Collaborazione che si è rivelata estremamente fruttuosa.

In questo modo, dopo una prima fase cruciale di raccolta dati sul campo con l’applicazione di Mapillary a opera della ONG Techo, il gruppo, con il coordinamento di Chiara Ponti e Federica Gaspari – rispettivamente presidente e faculty advisor di PoliMappers – e con il supporto del local chapter colombiano YouthMappers Semillero Geolab UdeA, ha organizzato un evento online di mappatura in ambiente OpenStreetMap che ha coinvolto 70 persone del Politecnico e non solo.

L’incontro del 26 marzo ha rappresentato inoltre una parte integrante del corso di didattica innovativa del catalogo Passion in Action "Collaborative and Humanitarian Mapping", supportato dal corso magistrale di Ingegneria Geoinformatica e coordinato dalla professoressa Maria Antonia Brovelli, a cui hanno partecipato 61 studenti del Politecnico di Milano.

L’ottimo risultato ottenuto ha fatto sì che questa esperienza diventi un progetto pilota per un’attività di voluntary mapping che potrà essere replicata in altri ambiti dove il Politecnico sta facendo ricerca sul territorio, come Dakar, Maputo e Quelimane.