08.10.202015:53

Nasce la Fondazione Italian Higher Education with Africa

Sei università italiane insieme all’Africa per un programma di mobilità virtuale e un master per ricercatori e docenti


Sei università italiane hanno firmato l’atto costitutivo della Fondazione Italian Higher Education with Africa, alla presenza “virtuale” del ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi. 

Gli atenei coinvolti, oltre al Politecnico di Milano, sono l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, l’Università degli Studi di Firenze, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Padova e Sapienza - Università di Roma. 

Come presidente della fondazione, è stato eletto il prof. Eugenio Gaudio, rettore della Sapienza. 

È l’importante risultato di un percorso di quasi due anni per promuovere l’internazionalizzazione delle nostre università in Africa e contribuire, in un’ottica di cooperazione, allo sviluppo locale. 

L’obiettivo della fondazione è quello di sviluppare, con metodologie scientifiche interdisciplinari, la didattica, la formazione, il perfezionamento degli studenti residenti nei paesi africani, e di promuovere percorsi di supporto e aggiornamento per personale e corpo docente delle università locali

Le università della Fondazione IHEA hanno operato in piena emergenza COVID-19 per strutturare un programma formativo su più livelli per affiancare le università africane nel sostenere la resilienza dei loro sistemi educativi. 

Le prime iniziative sono già partite: il programma di mobilità virtuale è stato attivato nel semestre in corso, ed è rivolto ad alcune università africane già partner. L’accordo prevede la possibilità di selezionare fino ad un massimo di cinque studenti per partecipare ad alcuni corsi online. Ciò è possibile grazie all’erogazione dei corsi in modalità estesa, cioè sia fisica che virtuale, mettendo a frutto l'esperienza positiva dello scorso semestre e valorizzando la didattica innovativa. Per il Politecnico di Milano, al momento sono stati finalizzati quattro accordi con la Catholic University of Cameroon, la Strathmore University - Technical University of Mombasa (Kenya), la Somali National University e la Mandela Institute of Technology (Tanzania). 

Per rafforzare la resilienza dei sistemi educativi terziari, la fondazione sta inoltre lavorando alla definizione di un master universitario dedicato ai giovani ricercatori e docenti delle università africane.  

Il programma multidisciplinare mira a rafforzare un insieme di conoscenze trasversali per la didattica e la ricerca su temi strategici per il continente africano, come la gestione delle risorse e lo sviluppo locale. Il master, che sarà avviato nel 2021, è ispirato all’Agenda 2030 e all’Agenda 2063, e prevede diversi moduli teorici e pratici, ciascuno gestito da docenti delle università della Fondazione IHEA, favorendo inoltre la partecipazione attiva di docenti delle università africane. 

L’ambizione è quella di lavorare con i colleghi nelle università africane per disegnare percorsi di laurea innovativi in grado di far sviluppare le competenze necessarie nel continente, e promuovere la qualità del sistema educativo italiano come esempio pilota di transnational education per il nostro Paese. 

Questa iniziativa corona un percorso avviato alcuni mesi fa sulla base di una nuova visione del rapporto tra atenei italiani e internazionalizzazione. Non è solo questione di attrarre studenti stranieri, quanto di sviluppare la presenza all'estero delle nostre università. Questo per dare una risposta efficace alla sempre più forte richiesta di formazione terziaria che, come evidenziano i dati dell'Ocse, nei prossimi anni coinvolgerà decine di milioni di giovani in tutto il mondo: il nostro pensiero è che l'Italia debba svolgere un ruolo primario per soddisfare questa immane domanda di formazione a cui andiamo incontro. L'esperienza iniziale prevista nel Corno d'Africa andrà dunque moltiplicata. La nostra azione come sistema universitario deve necessariamente seguire una logica di cooperazione con le realtà locali: garantire ai giovani la formazione a cui aspirano significa formare una nuova classe dirigente, sviluppare l'imprenditoria locale, innalzare i livelli di democrazia di quei territori. Ho creduto a queste politiche da rettore, continuo a farlo da ministro

ha dichiarato Gaetano Manfredi, ministro dell’Università e della Ricerca