08.03.2018  14:00

Tre donne politecniche a Tempo di Libri

Carmen Giordano, Simona Chiodo e Camilla Colombo raccontano la scienza vissuta da un punto di vista femminile

Tre ricercatrici del Politecnico di Milano si sono raccontate alla prima giornata di Tempo di Libri, dedicata alle donne e alla loro fondamentale presenza nel mondo della cultura. In un dialogo con la giornalista Cristina Lacava, hanno parlato dei loro studi, della passione per la ricerca scientifica e del proprio percorso professionale al femminile.

Carmen Giordano è bioingegnere e attualmente coordina il progetto MINERVA, finanziato dall’Unione Europea con un ERC Consolidator Grant. Lo studio si focalizza sull’asse microbiota-intestino-cervello, ovvero sull’ipotesi di un legame tra la microflora intestinale umana e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson. Per queste ricerche sono stati allestiti due laboratori al Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria chimica «Giulio Natta».

Camilla Colombo è ingegnere aerospaziale, e anche lei ha ricevuto un grant ERC, nell’ambito del progetto COMPASS. I suoi studi si concentrano sullo sviluppo di metodi per controllare e sfruttare l’effetto delle perturbazioni orbitali tramite manovre di motori o vele solari, permettendo un minor consumo di propellente da parte dei satelliti artificiali. Si occupa inoltre di disegnare traiettorie per missioni interplanetarie, facendo in modo che non entrino in rotta di collisione con altri corpi celesti. Infine studia missioni di deviazione di asteroidi che potrebbero nel futuro causare danno al nostro pianeta.

Simona Chiodo è docente e ricercatrice in filosofia. I suoi campi di studio sono l’estetica, specialmente concetti come rappresentazione, bellezza, estetica dell’architettura; e l’epistemologia, dove ha approfondito la relazione tra aisthesis ed episteme, le matrici empiristiche, il dualismo epistemologico.  Nel suo ultimo libro, Che cos’è un ideale (Carocci, 2016), ci propone una stimolante riflessione sul concetto di “ideale”, ne analizza la sua origine estetica e il suo destino etico, ne esplora le influenze sull’identità e la storia dell’Occidente, approfondendo la relazione tra realtà e idealità.

Tre donne che ancora una volta ci insegnano come il profondo fascino della scienza possa coinvolgere e far raggiungere grandi traguardi a chiunque abbia passione e determinazione, indipendentemente dal sesso.