DAL POLITECNICO LA BICI-AMBULANZA CHE TI SALVA LA VITA

19 giugno 2017

Si chiama Flamingo, è una bici-ambulanza ideata per salvare la vita alle persone e ha alle spalle una bella storia dai risvolti sociali. Non nasce per le grandi metropoli ma per quelle zone rurali dei Paesi in via di sviluppo dove adulti e bambini non possono ricevere assistenza sanitaria poiché le strade sono impervie e di difficile accesso.

Il progetto Flamingo è firmato dalla giovane designer milanese Marta Alice Fattorossi in collaborazione con il Prof. Francesco Trabucco, docente presso il Dipartimento di Design, ed è oggetto della sua tesi di laurea in Design & Engineering al Politecnico. L’idea di questa bici nasce da una esperienza di volontariato. Marta, durante i suoi studi universitari, parte per l’India: un’esperienza umana da lei definita "profonda e totalizzante"

Ho compreso all'istante che, oltre ad aiutare sul campo chi avesse bisogno, dovevo contribuire attivamente al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali

Marta aveva visto con i suoi occhi  quali  fossero i bisogni più urgenti di quelle popolazioni "Ogni giorno in media 15 persone (di cui 5 bambini) che vivono in isolati villaggi rurali non possono ricevere assistenza medica poiché l’unico mezzo di trasporto sono le due ruote. E allora perché non realizzare una bici ambulanza?" 

E’ stata la necessità di dare una risposta semplice a un problema complesso ciò che ha spinto Marta a intraprendere questa sfida.

La bici-ambulanza è composta da una sorta di barella a due ruote collegabile direttamente a una qualsiasi bicicletta tramite alcuni ganci che la rendono stabile e ben ancorata.

Il nome scelto (Flamingo, fenicottero in Italiano) richiama la posizione tipica del fenicottero con una zampa in su: la bici-ambulanza ha infatti  una delle due ruote della barella che può essere alzata quando questa è agganciata alla bicicletta lateralmente, in modalità side-car

spiega Marta.

Si tratta di un’idea davvero innovativa che permette così all’operatore sanitario, pedalando, di monitorare costantemente il paziente. Ma l’innovazione di Flamingo sta anche nella sua versatilità. Non solo side-car ma anche barella, per il trasporto del paziente nelle condizioni più difficili, o carriola, per accedere alle strade secondarie che conducono ai villaggi o per entrare nelle abitazioni. A valorizzare ancor di più l’utilità di questo "mezzo" è la sua composizione strutturale low cost: Flamingo è infatti progettato per essere prodotto con materiale, risorse e tecnologia facilmente reperibile nei luoghi di utilizzo (tubi, teli in pvc, ecc.) e, oltre a essere facilmente assemblabile, prevede la possibilità di una manutenzione in loco.
Marta non ha tralasciato alcun dettaglio: "ho scritto un manuale di istruzioni molto semplice e con tante figure perché l’idea è che Flamingo possa essere costruito direttamente nei Paesi in via di sviluppo, in collaborazione con Organizzazioni non governative  locali".

Un secondo viaggio in India serve a Marta per mettere a punto l’intero progetto "ma sono tornata anche a fare volontariato" precisa.

E così Flamingo, bici e gancio di attacco della barella alla bici, oltre a divenire la tesi di laurea di Marta, viene anche brevettata dal Politecnico. 

A seguire, grazie ad un eccellente lavoro di squadra in collaborazione con sponsor e fornitori italiani (nel settore ciclistico i Fratelli Doniselli, Renesto Telai e BiArt) e con il prezioso contributo di Social Innovation Teams (SIT), una comunità di innovatori e imprenditori sociali che ha realizzato una campagna di Crowdfunding e altre attività di fundrasing dedicate, oggi Flamingo è finalmente diventato realtà!

Questo prototipo verrà testato in India e questo ci permetterà di individuare i punti di forza e le criticità del progetto per poter così provvedere ad apportare le opportune migliorie. Successivamente vorremmo far conoscere il nostro progetto a Organizzazioni non governative nazionali e internazionali oltre che a enti pubblici e privati

conclude Marta.

Flamingo è un perfetto esempio di come un'idea innovativa possa essere tradotta in un progetto sostenibile e socialmente utile che, speriamo, salvi la vita a tante persone.