Verso il presente

Il Politecnico Rete

Nel 1987 è partito un processo di diffusione territoriale dell’Ateneo, il Politecnico Rete, che ha portato all’apertura dei poli regionali di Como (1987) e di Lecco (1989), e delle sedi territoriali di Cremona (1991), Mantova (1994), e Piacenza (1997), con lo scopo di stabilire un rapporto più diretto con gli studenti e di interagire con le comunità e le realtà produttive locali.

Inoltre nella zona di Milano Bovisa, dove c’erano alcuni capannoni dismessi e i vecchi gasometri, sono sorti a partire dal 1989 un campus universitario con le nuove Facoltà di Architettura Civile, di Design e di Ingegneria Industriale e una serie di laboratori tra i più avanzati e innovativi d’Europa: la Galleria del Vento, per lo sviluppo della ricerca in ambito fluidodinamico; il Laboratorio di Sicurezza dei Trasporti, con le spettacolari prove di crash; i Laboratori del Design.

A partire dal 2007 è in atto il trasferimento in Bovisa dei Dipartimenti di Energetica e Meccanica e di spostarvi tutto il Dipartimento di Ingegneria Gestionale.

Il nuovo ordinamento degli studi e l’internazionalizzazione

Il Politecnico è stato uno dei primi atenei italiani ad attuare la riforma del sistema universitario che ha portato alla struttura “tre più due” dei corsi di studio: laurea e laurea magistrale.

I corsi di laurea, a partire dall’anno accademico 2000-2001, sono raggruppati in nove facoltà tematiche, in base alla loro appartenenza a una medesima area: sei Facoltà di Ingegneria (Ingegneria Civile e Ambientale; Ingegneria dei Sistemi; Ingegneria dei Processi Industriali; Ingegneria Industriale; Ingegneria dell’Informazione; Ingegneria Edile/Architettura), due Facoltà di Architettura (Architettura e Società, e Architettura Civile) e una Facoltà di Design.
Il Politecnico attiva ogni anno anche numerosi Master (di primo e di secondo livello) e 29 corsi di  dottorato di ricerca su un ampio spettro di aree tematiche e disciplinari dell’Ingegneria, dell’Architettura e del Design.

Dall’anno accademico 2000-2001 è istituito inoltre il corso di laurea in Ingegneria Informatica online, primo nel suo genere in Italia.

Il Politecnico offre oggi numerosi programmi di mobilità internazionale.
Il programma Time è dedicato a studenti di Ingegneria che, frequentando per due anni corsi in una università straniera, conseguono una doppia laurea. Dal 1988 (anno del suo avvio) al 2004, Time ha permesso a 240 studenti del Politecnico di Milano di ottenere un doppio titolo di studio.
Il progetto Unitech, invece, è dedicato alla formazione di top manager. Promosso, oltre che dal Politecnico, da altre sette università tecniche europee, è supportato finanziariamente da industrie internazionali e permette a un numero limitato di laureandi di Ingegneria del Politecnico di Milano di frequentare l’ultimo anno presso una delle Università partner e un periodo di stage presso una delle imprese aderenti al progetto.

All’inizio del 2005 nasce ASP, l’Alta Scuola Politecnica, un progetto dei Politecnici di Milano e Torino che offre a 150 studenti all’anno selezionati tra i talenti iscritti al primo anno di Laurea Magistrale in uno dei due Politecnici, una doppia laurea e un diploma ASP. Di questi 150 studenti il 50% dovrà provenire da fuori Lombardia e Piemonte e il 25% dall’estero. L’Alta Scuola prevede un programma di formazione addizionale: corsi sui temi dell’innovazione con docenti internazionali; progetti multidisciplinari legati alle imprese e alle istituzioni da sviluppare in team, con l’aiuto di tutor, periodi di studio all’estero e stage in azienda.
Con la laurea non cessa il rapporto con il Politecnico, solo assume nuove finalità prefiggendosi di assistere i laureati nella fase di inserimento nel mondo del lavoro. Attraverso l’Associazione laureati il Politecnico mette a disposizione un servizio di placement che coinvolge migliaia di aziende e praticamente tutti i laureati; direttamente offre assistenza logistica e amministrativa e sostegno nell’avvio di una attività imprenditoriale mediante gli spin off, incubatori di impresa in cui i “nuovi imprenditori”  mettono a punto le loro idee trasformandole in prodotti o servizi innovativi e di qualità in grado di affrontare il mercato.

Le lauree ad honorem

Quella delle lauree ad honorem è una tradizione cara al Politecnico. L’iniziativa, autorizzata da una legge del 1926, è applicata tempestivamente ma con sobrietà dal Politecnico che nel 1927 conferisce la prima laurea ad honorem a Piero Puricelli, successivamente tocca a Natale Ratti (1930), a Giorgio Enrico Falck (1933) e altri, una ventina fino ai primi anni Sessanta; seguono le dodici conferite nel 1964 alla presenza del Presidente della Repubblica, Antonio Segni, in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’Istituzione.

La tradizione sospesa per alcuni decenni, riprende nel 2001 con il conferimento della laurea ad honorem in Ingegneria meccanica ad Emilio Riva. Nello stesso anno ricevono la laurea ad honorem in Design grandi architetti e laureati del Politecnico come Achille Castiglioni e Marco Zanuso.

Tra le più recenti lauree ad honorem ricordiamo quelle conferite a Bob Noorda, Luca Cordero di Montezemolo, Alessandro Mendini e Giorgio Armani sempre nel settore del design.